Rocca Albornoziana Spoleto

La Rocca Albornoziana è una fortezza che si trova in cima al colle Sant’ Elia, assieme ad un’ altra struttura antica: il Ponte Delle Torri. I lavori furono attuati tra gli anni 1363 e 1367 e guidati da Gil Albornoz un cardinale incaricato da Papa Innocenzo VI.
Questo edificio interessava molto la Chiesa, in quanto serviva proprio ad affermare ed evidenziare il potere di questa in centro italia, che di lì a poco sarebbe tornata ad essere la sede del papato, dopo un lungo esilio ad Avignone.

Oltre a questo compito, la Rocca doveva anche un rafforzare le difese militari della città e servire come alloggio.
L’edificio fu progettato, per questo motivo, per garantire sicurezza e solidità alla città, ma allo stesso tempo in modo da apparire elegante e piacevole ai residenti.
Al suo interno, è infatti possibile trovare vari ambienti destinati agli ospiti.

Cortile d’Onore

Veniva sfruttato dai governatori delle città e da alcuni ospiti illustri, tra i quali anche Lucrezia Borgia, figlia illegittima del divenuto Papa Alessandro VI e alcuni pontefici. Questo Cortile ospitava anche gli uffici amministrativi ed è circondato da un doppio loggiato. Al centro, è possibile trovare un pozzo esagonale per la raccolta dell’acqua piovana.

Cortile delle armi

Veniva utilizzato dalle truppe per l’addestramento delle truppe.

Salone d’Onore

Salendo lo scalone d’onore si va nel piano superiore o anche salone d’onore, questo ambiente, che ospitava banchetti e grandi cerimonie, non fu mai portato a termine. Manca, infatti, la copertura a volte e la decorazione pittorica.

Camera pinta

Dal Salone d’Onore si accede alla camera pinta, la stanza dove risiedeva il castellano, posta nella torre maestra. All’interno di questa camera è possibile ammirare due cicli pittorici di fine Trecento e inizio Quattrocento.

Torri

Tutti gli ambienti erano legati tra loro con delle torri; 4 angolari e 2 centrali.

Ben presto, però, questo importante edificio cambierà funzioni e caratteristiche.
I primi cambiamenti avvengono dal Cinquecento, quando cessa di essere la residenza dei governatori, che preferiscono vivere all’interno delle mura cittadine.

Successivamente, la Rocca Albornoziana diventerà un carcere, e per il grande apporto di detenuti, verrà fabbricata una nuova parte del complesso.

Dal 1982 verrà finalmente sottoposta a restauro, per essere riportata alla bellezza originale, portando anche alla scoperta di importanti rinvenimenti pittorici databili a partire da fine Trecento sino al Settecento.

Nel 2007 diventa ufficialmente la sede permanente del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, che comprende materiali proveniente da collezioni civiche, nonché centro del Laboratorio di Diagnostica applicata ai Beni culturali e della Scuola Europea di conservazione e restauro del Libro Antico.