Teatro Nuovo Giancarlo Menotti Spoleto

Il Teatro Nuovo Giancarlo Menotti si trova a Spoleto, al suo interno riesce ad ospitare fino a ottocento persone. Questo teatro è il teatro all’italiana più grande di tutta la regione Umbria.
Quando si parla di teatro all’italiana si fa riferimento ad un teatro con tre ben definite caratteristiche:

  • La forma della sala del teatro è a forma di ferro di cavallo, a differenza dei teatri normali che hanno una sala a forma rettangolare, questo da più l’aria di intimità alla sala, riesce a darle molta più accoglienza oltre che migliorare di molto l’acustica del teatro, e dato da non sottovalutare, riesce ad aumentare il numero dei posti disponibili.
  • Le classiche tribune o gradinate che circondano la platea vengono sostituite da piccoli palchi che ospitano due tre persone e a sono divise per importanza, più si sale in alto e meno sono importanti i posti, fino ad arrivare al loggione che è l’ultimo piano e cioè i posti meno ambiti.
  • Il palcoscenico dove gli attori vanno a recitare è molto più profondo in modo da portarli a recitare dentro la scena e non davanti alla scena o scenografia.

Il Teatro Nuovo Giancarlo Menotti fu costruito agli inizi del milleottocento e la sua inaugurazione avvenne nel 1864. Questo teatro era per l’epoca una struttura iper moderna e al suo interno oltre agli ottocento posti erano presenti anche quattro piani di palchi lungo tutta la sua forma a ferro di cavallo. Questo teatro fu il frutto di un desiderio di tutta la classe borghese di Spoleto che vedeva nel loro vecchio teatro un opera oramai passata e che non dava abbastanza lustro alla loro città. L’opera si poté realizzare grazie ad un auto tassazione di tutti i cittadini di Spoleto in particolar modo delle classi più agiate che arrivarono addirittura a bruciare in parte il vecchio teatro per poter dare l’inizio dei lavori al Teatro Nuovo, tanto era il desiderio.
Per costruire questo teatro però all’interno della città, serviva spazio e per procurarlo furono abbattuti una cattedrale ed un monastero. La progettazione e la realizzazione fu affidata all’ingengere marchigiano Aleandri mentre per quanto riguarda il sipario venne tutto dipinto a mano dall’artista spoletino Coghetti. Il sipario rappresentava uno degli avvenimenti più famosi di Spoleto e dei quali i suoi cittadini ne vanno fieri, la caduta di Annibale per mano dei cittadini di Spoleto sotto la Torre dell’olio che al tempo era stata abbattuta ma dopo la realizzazione del sipario, fu ricostruita seguendo il vecchio progetto e ancora oggi è possibile visitarla se passate per la città umbra.

Il restauro che ad oggi ha riportato allo splendore originale il Teatro Nuovo Giancarlo Menotti di Spoleto è iniziato negli anni novanta ed è durato quasi venti anni, a dire il vero non tutte le parti originali sono state ancora ristrutturate completamente come ad esempio il sipario dipinto a mano che al momento non è ancora visibile. Le fasi principali delle ristrutturazioni sono andate a toccare tutto quello che riguardava le decorazioni interne al teatro, tutto quello che riguarda gli impianti tecnici all’interno del teatro con l’aggiunta degli impianti che riguardano antincendio e sicurezza, è stata rifatta completamente la copertura del teatro perché delle infiltrazioni di acqua stavano rovinando tutto l’interno e per ultimo il teatro è stato adeguato secondo le odierne misure di sicurezza che sono in vigore oggi.
Una curiosità emersa durante la ristrutturazione riguarda l’acustica del teatro. Per adeguare tutto il teatro alle norme di sicurezza vigenti ci si è trovati davanti a dover alzare i parapetti dei palchetti che circondano il teatro, ma ci si è resi conto che questo lavoro avrebbe ridotto e anche di molto l’ottima acustica che caratterizza il teatro perciò si è deciso di non eseguire questo intervento a favore dell’acustica ma aggiungere solamente una semplice balaustra in ottone affinché la sicurezza degli spettatori sia garantita.

Al suo interno il Teatro Nuovo Menotti è una tesoro di particolari e decorazioni, niente all’interno del teatro viene lasciato al caso, ogni palchetto ha davanti a se un rosone di colore oro e tutti quanti sono curati nei minimi particolari, ogni palchetto è contraddistinto da tende rosse tipiche dei teatri del tempo. Tutto il teatro è decorato con preziosissimi stucchi fatti e dipinti a mano e da particolari in legno intagliato da esperti artigiani del tempo. Il soffitto del teatro è totalmente dipinto a tempera e raffigura delle scene mitologiche fatte risaltare ancora di più da un enorme lampadario di vetro di Murano.
Visto dall’esterno il teatro di certo riesce a trasmettere la sua maestosità e la sua importanza, padroneggia sulla piazza in cui sorge.

Per completare questa grande opera negli anni che seguirono la costruzione del teatro, venne annessa al suo fianco una grande sala concerti che ha visto negli anni esibirsi tra i più famosi musicisti di fama mondiale e da circa metà del secolo scorso, è presente anche un museo del teatro dove si possono vedere tutte le testimonianze che riguardano il teatro, dalla sua fondazione ad oggi, incluse tutte le documentazioni degli artisti che si sono esibiti qui tra le quali troviamo anche delle lettere scritte dal grande Giuseppe Verdi.